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Conosciuto dalla notte dei tempi l’hennè è una polvere naturale usata per la colorazione dei capelli, e non solo. Ma come utilizzarla in modo giusto, evitando spiacevoli sorprese? Ci svela i segreti di questa polvere antichissima Erminia, amministratrice del gruppo facebook Passione Hennè che conta più di 50 mila iscritti. Lasciamoci guidare dai suoi suggerimenti per scoprire le caratteristiche di questo metodo di tintura dei capelli tutto al naturale.

Origini antichissime. Utilizzato già nell’Antico Egitto, dove si sono trovate tracce anche nelle mummie, all’hennè ricorrono oggi molte donne come alternativa naturale alle tinte per capelli, ma in India è utilizzato anche per i famosi tatuaggi su mani e piedi. L’hennè si ottiene dalla Lawsonia Inermis, le cui foglie sono ricche di lawsone una molecola che mescolata con sostanze acide rilascia una colorazione rossastra. Il nome hennè deriva dalla lingua araba, ma il termine Lawsonia, con cui è chiamata la pianta, proviene dal medico inglese che la identificò nel 1737: John Lawson. Le foglie raccolte e lasciate essiccare, sono ridotte in una polvere sottilissima di colore verde, dall’odore intenso, simile all’argilla, in grado di ricoprire i capelli con una sottile pellicola protettiva capace di colorare il fusto, ma anche di proteggerlo dallo smog rendendolo più forte e resistente.

Come si prepara l’hennè? “La preparazione dell’henné – afferma Erminia, amministrative del gruppo Passione henné – dipende dal risultato che si vuole ottenere. In generale, andrebbe preparato con acqua calda, non bollente, ottenendo un composto della consistenza simile a quella dello yogurt, e poi applicato. Il risultato dipende, innanzitutto, dalla provenienza dell’henné: quelli nordafricani danno toni caldi, quelli indiani, invece, tendono a rilasciare un colore più freddo. L’aggiunta di acidi non è necessaria, soprattutto se non si vogliono ottenere toni caldi che virano al castano-mattone, poiché gli acidi tendono a riscaldare il tono e a castanizzare. L’henné tingerà ugualmente e bene anche se preparato con semplice acqua calda. L’ ossidazione, termine che indica la preparazione della polvere con acqua a temperatura ambiente e aggiunta di acidi lasciando riposare l’impasto diverse ore prima di applicarlo, permette un maggiore rilascio di lawsone ed è utile solo a chi deve stratificare per ottenere toni molto freddi e molto scuri. Gli utensili da usare per la preparazione devono essere esclusivamente di questi materiali: vetro, plastica, legno, silicone o acciaio inox. Dopo l’applicazione bisogna coprire i capelli con pellicola trasparente e tenere l’impacco al caldo mettendo in testa un turbante o un cappello. I tempi di posa variano molto in funzione del risultato che si vuole ottenere. Per i toni più chiari e caldi le pose potranno essere brevi, per i toni più freddi e scuri invece sono necessari tempi più lunghi”.

Proprietà, vantaggi e tanto altro. “I benefici per i capelli sono molteplici: innanzitutto il lawsone, il pigmento che è nelle foglie di henné, non penetra nel capello sottraendo melanina come fa una tinta tradizionale, ma si lega alla cheratina addizionandosi ad essa e di conseguenza inspessisce il fusto. Anche per questo si parla di stratificazione, ogni volta che facciamo l’henné una piccola quantità di lawsone si legherà alla cheratina e man mano il risultato che noteremo sarà un fusto sempre più spesso, capelli sani e lucidi. In oltre l’henné è purificante, antibatterico e previene l’incanutimento”.

Tante colorazioni possibili. “La colorazione con l’henné – continua Erminia – è fortemente influenzata dal colore di base. In generale l’henné da solo tinge di rosso e solo di rosso (tutto ciò che riporta il nome di henné neutro non è henné, si tratta di piante diverse che hanno proprietà completamente diverse). Tinge tono su tono, dunque, non è assolutamente in grado di schiarire, ne consegue che su basi chiare il colore sarà acceso, su basi scure si otterranno solo dei riflessi. Ma il rosso non è l’unico colore che si può ottenere. L’henné infatti non è l’unica erba tintoria, ne esistono molte altre che se opportunamente miscelate all’henné permettono di ottenere tutte le sfumature possibili, dal biondo ai toni del castano fino al nero e al nero/blu, passando per il mogano, ciliegia e prugna”.

I suggerimenti per le principianti. “Il consiglio che mi sento di dare a chi si approccia per la prima volta al mondo delle tinte vegetali è di avere pazienza, non sempre alla prima applicazione si riesce ad ottenere il colore desiderato, spesso bisogna provare qualche volta in più, ma soprattutto è importante informarsi sui canali giusti, dove non vengono diffusi i soliti falsi miti. Spesso ci ritroviamo a leggere in giro sul web che l’henné non copre i bianchi, assolutamente falso, il lawsone, il pigmento di cui l’henné è composto, tinge perfettamente anche i capelli bianchi, oppure che l’henné tinge solo con acidi o che avremo capelli verdi assicurati se abbiamo fatto la tinta chimica. Questo è un rischio che si corre solo se applichiamo l’henné addizionato a sostanze chimiche come il picramato di sodio, ma che non sussiste se usiamo henné puri”.

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